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Gas: in arrivo una riduzione degli oneri di sistema per le imprese ad alto consumo

Il tema del gas resta centrale per molte imprese italiane, soprattutto per le realtà con consumi elevati e processi produttivi fortemente dipendenti dall’energia termica.

Il “Decreto Bollette” ha introdotto una misura specifica per ridurre gli oneri generali di sistema e alcune componenti legate al trasporto e alla distribuzione del gas a favore dei clienti con consumi più rilevanti. Una novità importante, pensata per sostenere le imprese maggiormente esposte al costo dell’energia e per contribuire a contenere l’impatto economico delle forniture nel corso del 2026.

La misura riguarda il periodo compreso tra il 1° aprile e il 31 dicembre 2026 ed è stata attuata da ARERA con appositi provvedimenti. L’obiettivo è intervenire su alcune componenti della spesa gas, generando un beneficio per specifiche categorie di utenza.

Chi può beneficiare della riduzione

La riduzione degli oneri interessa tre principali categorie di clienti:

  • i clienti finali direttamente connessi alla rete di trasporto;
  • i clienti gasivori connessi alla rete di distribuzione;
  • gli altri clienti finali per i consumi superiori a 80.000 Smc/anno.

Si tratta quindi di una misura rivolta in particolare alle imprese con consumi significativi, per le quali il gas rappresenta una voce importante del bilancio energetico.

Infatti, è importante non limitarsi a una lettura generale del provvedimento, ma analizzare nel dettaglio la propria posizione energetica.

Come viene finanziata la misura

La riduzione prevista dal Decreto Bollette è finanziata attraverso i proventi derivanti dalla vendita del gas naturale ancora presente negli stoccaggi e acquistato nel 2022 nell’ambito del servizio di “riempimento di ultima istanza”.

Le risorse ottenute dalla vendita saranno versate alla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali e destinate alla riduzione degli oneri generali di sistema e delle componenti di trasporto e distribuzione.

Si tratta quindi di un intervento regolato, che dovrà essere progressivamente quantificato e reso operativo secondo le modalità definite dall’Autorità.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Ad oggi, la misura è ancora in fase di attuazione.

L’entità effettiva del beneficio dipenderà dai proventi della vendita del gas naturale, che dovrà concludersi entro il 30 settembre 2026. Solo successivamente ARERA potrà quantificare con maggiore precisione gli effetti della riduzione e definire le modalità con cui questi saranno applicati.

Questo significa che, al momento, la riduzione potrebbe non essere ancora visibile nelle fatture del gas. Le imprese interessate dovranno quindi attendere i prossimi provvedimenti e verificare quando gli effetti saranno effettivamente riscontrabili in bolletta.

Per le aziende ad alto consumo, tuttavia, è già utile prepararsi: monitorare le proprie forniture, analizzare le componenti di costo e verificare l’eventuale applicabilità della misura consente di non arrivare impreparati quando il quadro sarà pienamente operativo.

Perché non basta guardare il prezzo del gas

Quando si parla di risparmio energetico, molte aziende tendono a concentrarsi esclusivamente sul prezzo della materia prima. È un elemento importante, ma non è l’unico.

La spesa complessiva per il gas è composta da diverse voci: materia prima, trasporto, distribuzione, misura, imposte, oneri e condizioni contrattuali. Per questo, una corretta valutazione della bolletta richiede una lettura più ampia e strutturata.

Ridurre i costi non significa soltanto cercare una tariffa più conveniente, ma capire come è costruita la spesa energetica, quali componenti incidono maggiormente e quali opportunità possono essere attivate in base al profilo di consumo dell’azienda.

Gas, emissioni e carbon footprint

Il gas oltre ad avere un impatto economico, ha anche un impatto ambientale.

Ogni consumo di gas naturale genera emissioni di CO₂ e contribuisce alla carbon footprint dell’azienda. Per questo, le imprese che stanno lavorando sulla sostenibilità devono considerare i consumi gas come una delle principali aree da monitorare.

La carbon footprint permette di misurare l’impronta carbonica dell’organizzazione, includendo le emissioni dirette e indirette generate dalle attività aziendali. I consumi di gas rientrano normalmente tra le emissioni dirette, perché derivano dalla combustione di un combustibile utilizzato direttamente dall’impresa.

Conoscere questi dati è sempre più importante. Banche, investitori, clienti e grandi committenti chiedono con crescente frequenza informazioni ambientali strutturate, verificabili e coerenti con gli standard ESG.

Energia rinnovabile e percorsi di transizione

Dove tecnicamente ed economicamente possibile, le imprese possono valutare interventi di efficientamento, elettrificazione dei consumi termici, pompe di calore, fotovoltaico, sistemi di monitoraggio e approvvigionamento da energia rinnovabile certificata.

L’energia rinnovabile non sostituisce automaticamente ogni utilizzo del gas, ma può contribuire a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, migliorare il profilo emissivo dell’azienda e rafforzare la rendicontazione ambientale.

In particolare, l’utilizzo di energia rinnovabile certificata può incidere positivamente sulla misurazione delle emissioni indirette da energia e sulla costruzione di una strategia ESG più solida.

Per molte imprese, la sfida non è scegliere tra risparmio e sostenibilità. La vera opportunità è costruire un percorso in cui riduzione dei costi, controllo dei consumi e abbattimento delle emissioni lavorino nella stessa direzione.

Il supporto di WP Energy

WP Energy sta seguendo l’evoluzione del provvedimento relativo alla riduzione degli oneri gas e supporta le imprese nella verifica dell’effettiva applicabilità delle agevolazioni alle singole forniture.

Il nostro team può affiancare le aziende nell’analisi delle bollette, nella lettura delle componenti di costo, nella valutazione dei consumi e nell’individuazione delle opportunità disponibili.

Accanto alla gestione economica della fornitura, WP Energy supporta le imprese anche nei percorsi di misurazione della carbon footprint, riduzione delle emissioni e integrazione di soluzioni di energia rinnovabile.

L’obiettivo è aiutare le aziende a trasformare la gestione del gas da semplice voce di costo a leva di controllo, efficienza e competitività.

Nei prossimi mesi, quando il quadro sarà pienamente definito e gli effetti saranno riscontrabili in bolletta, sarà fondamentale verificare ogni fornitura in modo puntuale.

Contatta WP Energy per analizzare la tua posizione e capire se la tua azienda può beneficiare della riduzione degli oneri gas.

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ETS2: cosa cambia per le aziende e perché conviene prepararsi ora

L’Unione Europea sta ampliando il principio del “prezzo del carbonio” anche a settori che fino a oggi erano rimasti fuori dal sistema ETS tradizionale. Con il nuovo ETS2, infatti, il costo delle emissioni di CO₂ verrà esteso anche ai combustibili utilizzati negli edifici, nel trasporto stradale e in alcune attività industriali non già coperte dall’attuale sistema europeo di scambio delle quote.

Per le imprese, questo significa una cosa molto concreta: nei prossimi anni il consumo di combustibili fossili, in particolare gas naturale, benzina, gasolio e GPL, potrà generare nuovi costi indiretti lungo la filiera.

L’avvio del mercato ETS2 è stato posticipato al 2028, ma la fase di monitoraggio è già iniziata dal 2025. Questo rende il tema attuale già oggi, soprattutto per le aziende che vogliono pianificare in modo consapevole la propria strategia energetica.


Che cos’è l’ETS2

Il sistema ETS, acronimo di Emissions Trading System, è il meccanismo europeo che attribuisce un prezzo alle emissioni di CO₂. In parole semplici, chi immette anidride carbonica in atmosfera deve acquistare quote corrispondenti alla quantità emessa.

Il sistema ETS tradizionale è attivo da anni e riguarda soprattutto industria pesante, produzione elettrica, trasporto aereo e trasporto marittimo. L’ETS2 nasce invece per estendere questo principio ad altri ambiti finora esclusi, tra cui:

  • riscaldamento degli edifici residenziali e commerciali;
  • trasporto stradale;
  • piccola industria non già inclusa nell’ETS principale;
  • utilizzo di combustibili fossili soggetti ad accisa.

L’obiettivo europeo è ridurre progressivamente le emissioni dei settori coinvolti, spingendo imprese, operatori e consumatori verso soluzioni più efficienti, meno dipendenti dai combustibili fossili e più coerenti con gli obiettivi climatici al 2030.


Chi sarà direttamente obbligato

Un aspetto importante da chiarire è che l’ETS2 non funzionerà come un obbligo diretto per famiglie e imprese consumatrici finali.

Il sistema è impostato “a monte”: gli obblighi ricadranno sui soggetti che immettono in consumo i combustibili, come fornitori di gas, benzina, gasolio e GPL. Saranno questi operatori ad acquistare le quote necessarie in base alla CO₂ contenuta nei combustibili venduti.

Questo però non significa che le aziende utilizzatrici resteranno escluse dagli effetti economici del nuovo sistema.

Il costo delle quote, infatti, potrà essere trasferito lungo la filiera e riflettersi progressivamente nei prezzi finali delle forniture. Per questo, anche se l’obbligo formale non ricade direttamente sull’impresa cliente, l’impatto potrà comunque farsi sentire sui costi energetici.


Perché l’ETS2 può incidere sulle forniture gas

Il gas naturale è uno dei combustibili più rilevanti nel nuovo scenario. Molte imprese lo utilizzano per riscaldamento, processi produttivi, generazione termica o esigenze operative continuative.

Con l’entrata in funzione dell’ETS2, il prezzo della CO₂ associata al gas potrà diventare una componente da considerare nella valutazione economica delle forniture.

In concreto, le aziende potrebbero vedere comparire nuove voci o maggiorazioni nei contratti, nelle offerte commerciali o nelle bollette, legate proprio al costo delle emissioni.

L’impatto non sarà uguale per tutti. Dipenderà da diversi fattori, tra cui:

  • volume annuo di consumo di gas;
  • tipologia di contratto di fornitura;
  • durata degli accordi commerciali;
  • modalità con cui il fornitore trasferirà il costo ETS2;
  • andamento del prezzo delle quote sul mercato;
  • caratteristiche produttive e fabbisogno energetico dell’azienda.

Per le imprese con consumi elevati, l’effetto economico potrebbe essere più significativo e dovrà essere valutato con attenzione all’interno della pianificazione energetica.

Il rinvio al 2028 non significa che si possa aspettare

La piena operatività dell’ETS2 è prevista per il 2028, ma questo non deve portare le imprese a rimandare ogni valutazione.

Il tema va osservato già oggi perché molti contratti energetici hanno durata pluriennale, alcune scelte di efficientamento richiedono tempi tecnici di analisi e realizzazione, e gli investimenti legati alla riduzione dei consumi devono essere pianificati con anticipo.

Aspettare l’arrivo del nuovo costo in bolletta significa subirlo. Prepararsi prima, invece, permette di comprenderne meglio l’impatto e valutare possibili azioni correttive.

Le aziende possono iniziare fin da ora a:

  • analizzare il proprio consumo annuo di gas e combustibili;
  • verificare le condizioni contrattuali delle forniture;
  • capire se e come il costo ETS2 potrà essere trasferito dal fornitore;
  • valutare interventi di efficienza energetica;
  • considerare soluzioni alternative o integrative, come elettrificazione, pompe di calore, fonti rinnovabili e ottimizzazione degli impianti;
  • monitorare eventuali strumenti di sostegno e incentivi disponibili.

Efficienza energetica e riduzione dei costi

L’ETS2 conferma una direzione ormai chiara: le emissioni avranno un peso economico sempre più rilevante.

Per le imprese, questo rende ancora più importante conoscere con precisione i propri consumi e intervenire dove esistono sprechi, inefficienze o margini di miglioramento.

Ridurre il consumo energetico non significa soltanto abbassare la bolletta nel breve periodo. Significa anche ridurre l’esposizione futura a nuovi costi legati alla CO₂, migliorare la sostenibilità aziendale e rendere più solida la pianificazione economica.

In questo senso, l’efficienza energetica diventa una leva strategica: aiuta l’impresa a contenere i rischi, migliorare il controllo e costruire un modello più competitivo nel tempo.

Il ruolo della consulenza WP Energy

In un contesto in evoluzione, la consulenza energetica diventa fondamentale per interpretare correttamente gli effetti dell’ETS2 e anticiparne l’impatto sui costi aziendali.

WP Energy affianca le imprese nell’analisi delle forniture, nella valutazione dei consumi e nella costruzione di strategie energetiche più efficienti e sostenibili.

Il supporto può includere:

  • analisi dei contratti gas e delle condizioni di fornitura;
  • valutazione dell’esposizione ai futuri costi ETS2;
  • monitoraggio dei consumi e individuazione delle inefficienze;
  • studio di interventi per ridurre consumo ed emissioni;
  • valutazione di incentivi e opportunità disponibili;
  • definizione di un percorso di efficientamento coerente con gli obiettivi aziendali.

L’ETS2 non è solo un nuovo meccanismo europeo. È un segnale concreto di come il costo del carbonio entrerà sempre di più nelle decisioni energetiche delle imprese.

Prepararsi oggi significa evitare scelte affrettate domani.

WP Energy è a disposizione per supportare le aziende con una consulenza mirata, utile a valutare consumi, contratti, possibili impatti economici e strategie per contenere i futuri costi legati alle emissioni.