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Inverter industriali: l’investimento che pochi conoscono

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Inverter industrialiTra le soluzioni di risparmio energetico aziendale, alcune appaiono scontate, vedi i pannelli fotovoltaici, altre risultano meno ovvie, ad esempio il recupero delle accise non dovute. Nel secondo gruppo rientrano anche i motori e gli inverter industriali per l’efficienza energetica. Non sono in molti a conoscere questo tipo di dispositivi avanzati, eppure i benefici restano assodati. Eppure, si tratta di uno dei tanti investimenti che una moderna impresa dovrebbe mettere in conto nel momento in cui decide di intraprendere una politica di riduzione dei consumi. Ad oggi il mercato offre decine di modelli di inverter industriali, che differiscono per dimensioni, performance, costi, tecnologie e funzionalità. Minimo comune denominatore è il vantaggio garantito, che si può riassumere in un migliore controllo sui motori dei macchinari, con effetti positivi in termini di fabbisogno energetico, usura e costi. Vediamo nel dettaglio perché.

Consulenza vs audit energetico: le 5 differenze principali

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Consulenza vs audit energeticoLe aziende che desiderano intraprendere un percorso di efficientamento energetico si trovano di fronte a due possibilità: la consulenza semplice o l’audit. Se l’obiettivo di entrambe è fornire risposte chiare in merito alle strategie da adottare, gli strumenti, le tempistiche e le condizioni previste per la consulenza energetica o per l’audit sono ben diverse. La normativa, tanto per cominciare, disciplina solo l’audit (divenuto fra l’altro obbligatorio per determinate aziende a partire da dicembre 2015), mentre la consulenza rimane un servizio libero e non regolamentato, che viene offerto sia da professionisti qualificati sia da figure non prettamente specializzate in energy management. Per non commettere errori è importante scegliere bene a chi rivolgersi, verificando requisiti come la Certificazione ESCo (Energy Service Company). Ma vediamo nel dettaglio cosa aspettarsi da una consulenza e da un audit in 5 punti.

1) PANORAMICA GENERALE VS DIAGNOSI COMPLETA

La prima differenza importante fra consulenza e audit è nel risultato. Da una parte, a conclusione della consulenza avremo una panoramica generale delle criticità e di ciò che si può fare per migliorare la situazione. Dall’altra, l’audit energetico ci permetterà di valutare i risultati di quella che è, a conti fatti, una vera e propria diagnosi, valida per impostare una politica di ottimizzazione energetica di lungo periodo.

Fornitura energia elettrica per aziende: quale conviene

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Fornitura energia elettrica per le aziendeDecidere la migliore fornitura di energia elettrica e gas per le aziende non è affatto semplice. Gli aspetti da considerare sono molteplici e un errore di valutazione può determinare costi supplementari che nel lungo periodo pesano sul bilancio. Potrebbero esserci ad esempio le famigerate accise sull’energia elettrica non dovute e per le quali andrebbe subito richiesta l’esenzione. O magari sono tariffe applicate dalla società che si occupa della fornitura, per vie traverse e in modo poco trasparente. La maggioranza di imprenditori non è a conoscenza delle pratiche adottate dai grandi e piccoli player attivi nel mercato dell’energia elettrica e del gas, e questo li porta a optare per la fornitura che appare più vantaggiosa, scoprendo solo in seguito che la convenienza si esaurisce nel giro del primo anno. Come fare dunque per ottimizzare le spese?

La verità sulle accise per l’energia elettrica in azienda

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Accise per l'energia elettrica aziendaleIncredibile ma vero. Molte aziende italiane, senza saperlo, pagano accise NON DOVUTE per il consumo di energia elettrica. Un fatto assodato, di cui solo pochi sono a conoscenza. Eppure basterebbe una semplice consulenza energetica con una società ESCo (Energy Service Company) per definire se sussistono le condizioni per richiedere le corrispondenti agevolazioni. Condizioni che si riducono in sostanza allo status di azienda “energivora”, e cioè di azienda con forti consumi. In altre parole, le imprese che rientrano nella definizione di azienda energivora ai sensi del DM 5 aprile 2013 possono essere esonerate dal pagamento di accise (tasse) non dovute. Un’occasione di risparmio importante, soprattutto perché non richiede interventi strutturali o investimenti di alcun genere. Ma vediamo meglio in cosa consiste questa opportunità e come procedere per non pagare.

7 valide soluzioni per ridurre i costi fissi aziendali

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7 valide soluzioni per ridurre i costi fissi aziendaliDi come sia possibile ridurre i costi fissi aziendali (e risparmiare) abbiamo già parlato l’anno scorso con dovizia di particolari. Oggi affrontare l’argomento da un’altra prospettiva, offrendo idee concrete e valide soluzioni applicabili da chiunque per ridurre da subito – e a volta senza alcun investimento – i costi fissi aziendali. Costi che nel nostro caso sono legati al consumo (o per meglio dire allo spreco) di energia elettrica. Non ci riferiamo alla solita autoproduzione di energia pulita con pannelli fotovoltaici, né al riscaldamento ottenibile con un impianto solare termico, entrambe alternative valide ma che obbligano a investimenti di un certo calibro. Le soluzioni per ridurre i costi fissi che vogliamo proporvi sono altre, e spesso, per la maggior parte, poco note. Partiamo dalla prima: le agevolazioni sulle accise non dovute.

1) AGEVOLAZIONI SULLE ACCISE PER LE AZIENDE ENERGIVORE

Pochi lo sanno, ma in Italia esiste una normativa che prevede agevolazioni sulle accise relative all’energia elettrica. Accise che non sono dovute nel caso delle aziende energivore, ovvero delle aziende con forti consumi di energia elettrica. Una soluzione questa che permette di ridurre i costi fissi in tempi rapidi e a costo zero.

2) CAMBIARE FORNITORE DI ENERGIA ELETTRICA

Un sistema efficace per ottenere sensibili risparmi sui costi fissi è quello di cambiare fornitore di energia. Il mercato libero gioca in questo senso un ruolo importante: la competizione fra le varie imprese porta a ridurre le tariffe, garantendo margini di risparmio interessanti, in molti casi decisamente più elevati rispetto alla fornitura in essere.

Audit energetico in azienda: come, quando e perché

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Audit energetico in aziendaDal 5 dicembre 2015 l’audit energetico è diventato obbligatorio per le grandi aziende e per le aziende energivore, ovvero per quelle imprese con un volume di affari e un consumo di corrente elettrica notevoli. A stretto giro sono arrivati diversi chiarimenti in merito all’audit energetico e alle aziende interessate dal decreto 106/2014. Per quanto riguarda la definizione di “grandi” aziende, vengono classificate come tali, a prescindere da altri elementi, le aziende con più di 250 dipendenti, o quelle il cui fatturato annuo sia superiore a 50 milioni di euro. Nella categorie aziende energivore rientrano invece le aziende con un utilizzo di almeno 2,4 GWh di energia elettrica nell’anno di riferimento, oppure con un rapporto tra costo effettivo dell’energia elettrica e fatturato pari almeno al 2%, o ancora con un codice ATECO prevalente riferito ad attività manifatturiera. Vista l’obbligatorietà dell’audit energetico, cerchiamo di capire come e quando farlo.

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